Il post-trapianto

intervento di trapianto di reneDopo l’intervento di trapianto il paziente viene ricoverato in camere di degenza normali senza necessità di procedure protettive particolari. In qualche caso, in base alla terapia cui il paziente è sottoposto ed alle condizioni cliniche, il personale sanitario ed i famigliari dovranno accostarsi al paziente provvisti di mascherina.

La durata della degenza è variabile è può essere di circa 2-3 settimane nei casi senza complicazioni ad oltre un mese e mezzo- due in caso di problemi.

Le complicanze che si possono verificare sono:

complicanze di natura chirurgica

Infezioni della ferita, emorragie, formazioni di raccolte di siero o linfa nelle sedi di trapianto, fistole pancreatiche, fistole urinarie, subocclusioni od occlusioni intestinali per la derivazione enterica delle secrezioni pancreatiche. Tra le complicanze più severe dobbiamo ricordare la trombosi a carico del pancreas trapiantato. Quando questa evenienza si verifica, generalmente durante i primi giorni dopo l’intervento, è purtroppo necessario “espiantare” l’organo sottoponendo il paziente ad un nuovo intervento chirurgico in anestesia generale

complicanze di natura immunologica

Il rigetto acuto è una complicanza immunologica relativamente frequente nell’immediato post trapianto e che nella maggior parte dei casi si risolve dopo un’opportuna terapia. Il rigetto cronico si verifica invece a distanza di tempo e per cause non ancora del tutto comprese. In caso di rigetto cronico può essere modificata la terapia immunosoppressiva di base. Eventuali altre patologie concomitanti che possano peggiorare la funzione renale (per es. l’ipertensione arteriosa, le infezioni delle vie urinarie) devono essere trattate.

Come si manifesta il rigetto? Il segno più evocatore in caso di trapianto di rene è un aumento della creatinina plasmatica. Altri segni che possono verificarsi sono la comparsa di febbre, il rene può diventare grosso e dolente, si possono formare edemi alle gambe, si può ridurre la diuresi. La diagnosi di rigetto viene confermata mediante l’esecuzione di una biopsia renale. L’analisi del materiale ottenuto permette di confermare o meno la diagnosi di rigetto. La biopsia renale può essere eseguita anche in caso di sospetto di tossicità da farmaci, infezioni o altre patologie che possano alterare la funzione del rene. Entrambe le procedure non sono prive di rischi.
Il rigetto del pancreas o delle isole del Langerhans si manifesta con un aumento delle glicemie.
Qualora si manifesti qualcuno dei segni che abbiamo sopra elencato il paziente dovrà contattare il Centro Trapianti: un tempestivo intervento può far regredire un rigetto, che se non trattato può comportare la perdita dell’organo.

complicanze di natura infettivologica

L’immunosoppressione purtroppo espone il paziente alle infezioni ed è per tale ragione che per i primi sei mesi dal trapianto il paziente deve assumere farmaci che lo proteggano da virus, batteri e miceti. Una infezione frequente nell’immediato post-operatorio è l’infezione da citomegalovirus, che può manifestarsi con febbre, riduzione dei globuli bianchi, disturbi gastroenterici e visivi, alterazione della funzione epatica e renale. Quando viene posta diagnosi di infezione da citomegalovirus in genere si avvia una terapia antivirale (ganciclovir) che viene protratta per alcune settimane.
Un altro evento piuttosto frequente è l’infezione delle vie urinarie, che si può manifestare con bruciori durante la minzione, necessità di urinare frequentemente, urine scure/ torbide e/o maleodoranti. Se dovesse presentarsi tale problema è necessario eseguire una urinocoltura con antibiogramma, allo scopo di identificare il germe responsabile e l’antibiotico più adatto per eliminarlo.

Controlli periodici

Terapia e controlliUna volta dimesso il paziente dovrà sottoporsi a controlli periodici.
Mensilmente viene richiesta l’esecuzione di esami ematochimici ed urinari.

Annualmente sono previsti invece ricoveri e visite ambulatoriali nei quali si eseguono tests, esami ematochimici e strumentali volti a valutare la funzione degli organi trapiantati, le condizioni cliniche generali e l’eventuale comparsa di effetti collaterali relativi alle terapie.

Regime alimentare e stile di vita

Il medico del centro trapianti stabilirà il regime alimentare che, salvo casi particolari, è sostanzialmente libero per tipo degli alimenti, che vanno comunque contenuti per quantità. Infatti bisogna evitare di aumentare di peso in quanto l’obesità e le complicanze ad essa relativa possono alterare lo stato di salute del paziente e la funzione degli organi. E’ necessario anche modulare l’assunzione di sale con la dieta perché, in caso di ipertensione, potrebbe essere necessario continuare una dieta iposodica.
Si consiglia comunque di non abusare di alcoolici e di non fumare. Per quanto concerne l’assunzione di liquidi non vi sono limiti all’assunzione di acqua. E’ buona norma mantenere una adeguata idratazione (1.5-2 litri al giorno) salvo situazioni particolari. In caso di febbre, sudorazione importante (estate) o diarrea è necessario bere di più.



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